Per chi inizia più tardi: iniziare con bambini che hanno 6 mesi o più
Autrice : Laurie Boucke © copyright 2001-2007

Questo articolo è diretto ai genitori che iniziano a proporre al loro bambino l’uso del vasino (Infant Potty Training - IPT) quando ha già 6 mesi o più. Spesso succede che molte famiglie non vengano a conoscenza di questo metodo prima che i figli abbiano superato il primo e più rilevante periodo di apertura alle opportunità offerte dall’ambiente circostante (tra la nascita e i 4-5 mesi di vita). La domanda più frequente che viene posta allora è:


POSSO ANCORA INIZIARE SE MIO FIGLIO HA GIA’ 6 MESI O PIU’ ?

La buona notizia è che, se questo approccio ti suona bene, se si adatta a te e al tuo bambino, allora sì, è una buona idea tentare. Anche se il primo e più efficace periodo di apprendimento termina attorno ai 4-5 mesi, durante lo sviluppo del bambino si susseguono altri periodi di particolare propensione. Per esempio, molti bambini risultano ancora ricettivi all’apprendimento per quanto riguarda la gestione dei bisogni di eliminazione attorno agli 8-12 mesi, ai 18, e/o ai 24 mesi. Dal momento che ogni bambino è unico, non c’è modo di sapere per certo quando, dopo i 5 mesi, egli sarà ancora ricettivo all'apprendimento dell’uso del vasino.


Secondo il modo di pensare corrente, bisognerebbe aspettare che un bambino impari da sé all’età di 2 o più anni, dando per scontato che non c’è assolutamente nulla che un genitore possa o debba fare prima di quell’età. Niente di più falso! E se è vero che molti bambini imparano da soli attorno ai due anni, ciò non è assolutamente vero per tutti i bambini. Per molti, l’autoapprendimento non funzionerà mai, a nessuna età: di ciò ne è prova il fatto che molti genitori o persone di fiducia si ritrovano a mettere e a togliere pannolini a bambini che hanno 4 o 5 anni di età.


Si può considerare l’IPT come una sorta di polizza assicurativa, nel senso che puoi star sicuro che tuo figlio raggiungerà la consapevolezza e il controllo sull’eliminazione, attorno, ai 24-30 mesi, se non prima . Non è una gara per vedere chi riesce prima ad abituarsi al vasino: piuttosto è una scelta in favore di uno stile di vita, qualcosa che ha a che fare con atteggiamenti propensi alla comunicazione, caratterizzati da particolare sensibilità, e da un certo tipo di convinzioni personali.


Se tuo figlio ha più di 6 mesi, dovrai apportare qualche cambiamento al tradizionale metodo IPT. Di solito, ma non sempre, è più difficile iniziare con un bambino che già gattona o cammina, che è stato abituato a fare i propri bisogni in un pannolino, magari usa e getta, e che non associa la sensazione di bagnato con l’eliminazione.

  • Tutte le volte che è possibile ed opportuno, lascia il tuo bambino senza pannolino.
    Sebbene il rimanere a sederino scoperto non sia un requisito necessario nell’IPT, ciò aumenta la consapevolezza dei bambini sull’eliminazione e velocizza il loro processo di apprendimento (talvolta in modo davvero stupefacente!), perché possono sperimentare in modo immediato cause ed effetti. Un’altra buona abitudine, oltre a stare senza pannolino, è indossare mutandine “per l’apprendimento” allenatrici (realizzata in 100% cotone, aiuta il bambino ad essere consapevole della condizione di bagnato), o addirittura i modelli di calzoncini di tipo cinese a cavallo aperto. I modelli cinesi hanno un’apertura sul di dietro, che permette ai bambini di accucciarsi e di fare i loro bisogni, senza bagnarsi o sporcarsi.
    Se pensi che non sia possibile o desiderabile che il bambino stia nudo o con il sederino scoperto, che è la situazione ideale, cerca di vestirlo con il minor numero di strati possibile , e usa dei capi che possano essere tolti rapidamente (evita cinture, bottoni, eccetera) .

  • Se stai usando dei pannolini usa e getta, prova a sostituirli con pannolini di stoffa, almeno per alcuni momenti della giornata. In questo modo, ti renderai immediatamente conto quando il tuo bambino fa i suoi bisogni. Puoi quindi iniziare a fare attenzione ai modi e ai tempi di eliminazione, cambiandolo subito appena si bagna ed evitando così che prenda la sensazione di bagnato come condizione tollerabile.

  • Prendi in considerazione l’idea di fargli indossare delle mutandine apposta per l’apprendimento, da sostituire in seguito con altre normali. Puoi cucire tu stessa dei piccoli calzoni, usando magari del tessuto di maglia con un elastico in vita. Questo tipo di pantaloni risultano veloci da tirar su e giù. Puoi usare qualsiasi materiale, a seconda delle condizioni climatiche, del tuo budget, o di altri fattori rilevanti.

  • Prova posizioni diverse per far fare al tuo bambino i suoi bisogni, finché non troverai quella più comoda ed opportuna per entrambi. Mentre per i bambini più piccoli, puoi provare alcune delle posizioni più comuni che si assumono quando si tengono i neonati in braccio, ciò può non funzionare per bambini che già sono più mobili ed indipendenti. Cerca un vasino che abbia una misura comoda per il tuo bambino; altrimenti puoi anche provare ad usare una ciambella più piccola sul normale gabinetto, oppure sederti assieme al tuo bambino.

  • Presta attenzione ai tempi e ai modi di eliminazione del tuo bambino, in relazione ai pasti e a quando si sveglia. Per esempio, la maggior parte dei bambini tende a fare i propri bisogni immediatamente dopo essersi svegliati al mattino, o dopo i riposini. Potrebbero aver necessità di fare la pipì due o tre volte ogni 30 minuti, ma l’arco di tempo potrebbe aumentare fino ad un’ora prima che debbano farla di nuovo. D’altra parte, alcuni hanno bisogno ancora per un po’ di tempo di fare la pipì ogni 15-20 minuti.

  • Presta attenzione al naturale linguaggio corporeo del tuo bambino riguardo ai suoi bisogni di eliminazione, e cerca di impararlo. Ogni bambino possiede il suo proprio sistema di segnali: alcuni sono veramente sottili e difficili da riconoscere, mentre altri possono essere alquanto ovvi.

  • Proponi un suono o una parola che tu e il tuo bambino possiate associare con l’eliminazione. Quando il tuo bambino deve fare i suoi bisogni, o tu pensi che li debba fare, potresti usare il suono “psssss”, comune in molte culture, oppure, se preferisci, potresti semplicemente ripetere la parola “pipì pipì”. Puoi usare lo stesso suono quando deve urinare o defecare, oppure puoi usare due suoni diversi.

  • Usa un linguaggio di segni, o qualsiasi gesto tu preferisca: ciò è particolarmente utile con bambini che non hanno ancora l’uso della parola, dal momento che permette loro di comunicare riguardo ai loro bisogni ancor prima che possano farlo a voce.

  • Per diversi mesi non aspettarti risultati immediati o definitivi, dal momento che Infant Potty Training non prevede una rigida scala dei tempi. Molti genitori possono provare un senso di frustrazione quando sembra che al loro bambino non importi affatto di rimanere asciutto, ma si dimenticano che sono stati loro stessi, in un primo momento, ad insegnare al loro bambino a fare la pipì in un pannolino. Per la maggior parte dei bambini, ci vuiole molto tempo per disimparare questo primo insegnamento ricevuto dai genitori .

  • Adotta la politica della “porta aperta”, permettendo al tuo bambino di venire con te quando devi andare in bagno (i papà sono soprattutto utili per i figli maschi). Lascia che osservi te e/o altri membri della famiglia quando andate al gabinetto, e discuti con lui sulla possibilità di usare un vasino oppure lo stesso water con una ciambella più piccola. Tieni presente che per molti bambini può essere utile imparare attraverso l’esempio e l’osservazione, ma non trasformare questo momento in una specie di lezione: se il tuo bambino si mostra curioso, osserverà e imparerà da solo.

  • Sii rilassata, gentile e paziente, accettando il tempo d’apprendimento del tuo bambino. Non paragonare mai i suoi risultati con quelli di un altro bambino in modo competitivo e esternando giudizi. Evita, inoltre, qualsiasi tipo di pressione, rabbia, punizione, e ogni emozione, parola, intonazione o azione negative.

  • Se trovi disgustoso il processo d’eliminazione (secondo me, si tratta comunque di un problema degli occidentali, che è provocato proprio dall’uso dei pannolini, con tutti i relativi cambi e pulizie), cerca di vincere questa sensazione e di sbarazzartene: questo è il punto in cui i bambini o raggiungono il controllo o si bloccano, se percepiscono che ti dà fastidio. In società diverse da quelle occidentali, di solito le mamme semplicemente sorridono a tali incidenti e tranquillamente puliscono, senza mostrare alcuna reazione emozionale negativa.

  • Tieni sempre presente l’unicità di ogni bambino e di ogni situazione familiare. Vai per tentativi, e utilizza gli errori per capire che cosa va bene per voi.

  • Alcuni genitori non hanno nessun problema a far fare la pipì nel vasino al loro bambino, ma non riescono ad avere alcun risultato con la cacca , o viceversa. Non preoccuparti: è solo una cosa passeggera!

  • Sii in armonia col naturale processo di apprendimento del tuo bambino. E’ normale che i bambini avvertano di aver fatto pipì o cacca immediatamente “dopo” averla fatta nelle mutandine o nei pannolini. Tutto questo fa parte del processo di apprendimento e ad un certo punto il tuo bambino imparerà ad informarti per tempo.

  • Ci saranno giorni buoni e giorni meno buoni, incredibili successi ed inevitabili rallentamenti: sii pronta ad aspettarti un passo indietro per ogni tre passi avanti. I bambini piccoli vivono una vita emozionale molto intensa, impegnati come sono ad imparare molte nuove competenze e a raggiungere nuovi traguardi, così come passano , talvolta, attraverso periodi difficili, come quando stanno mettendo i denti o sono ammalati. Sono molte le cose (inclusi i viaggi o degli ospiti) che possono interrompere, in modo temporaneo, il loro processo di familiarizzazione col vasino, ma se persisterai nel tentativo, essi ritorneranno in carreggiata.

  • Aspettati alcune resistenze e periodi morti soprattutto da bimbi che già iniziano a muovere i primi passi. Per esempio, quando stanno attraversando la fase in cui dicono “no” ad ogni cosa, non sempre tale atteggiamento significa realmente “no”: per dirla in breve, se chiedi al tuo bambino se deve fare i suoi bisogni nel vasino e lui ti risponde con un secco “no”, qualche volta può darsi che la risposta abbia poco a che fare con la tua domanda. Tutto questo fa parte del tuo processo di apprendimento: imparare a capire il tuo bambino e a familiarizzarti con ogni sua forma di comunicazione.

  • Per quanto riguarda le lodi, comportati nel modo che senti giusto, normale e naturale per te e il tuo piccolino. Se ti senti di lodarlo, va bene. Se non credi negli elogi, dì o spiega semplicemente cosa accade quando, in tua presenza, fa i suoi bisogni.

  • I fratelli e le sorelle possono risultare di grande aiuto nell’ IPT, dal momento che possono insegnare attraverso esempi, suggerire, far divertire e aiutare in diversi modi; alcuni poi, mostrano più sensibilità degli adulti nel saper capire il proprio fratellino.

  • Molte famiglie che vengono a conoscenza di questo metodo un po’ più tardi, finiscono per cimentarsi col vasino contemporaneamente con due bambini : qualche volta un neonato e un fratellino più grandicello, altre volte due bambini che sanno già camminare. I genitori con due bambini piccoli, nella misura in cui riescono ad essere pazienti, possono cercare di mettere in pratica IPT con entrambi allo stesso tempo; non fatevi delle aspettative che, se deluse, possano provocarvi sentimenti o reazioni negative; accettate e rispettate il loro tempo individuale di sviluppo.

  • Per quei genitori che iniziano quando i loro bambini sanno già camminare: ogni volta che fanno i bisogni sul pavimento (o in qualsiasi altro posto), ditegli tranquillamente che cosa ha fatto e poi chiedetegli di provare nel vasino. Pulisci tutto e, assieme col tuo bambino, andate a prendere il vasino o andate in bagno, spiegandogli ancora che è meglio fare la pipì e la cacca nel vasino o nel gabinetto. Comportati così ogni volta che gli capiti di non fare i propri bisogni nel vasino.

  • Credi nella tua intuizione, ascolta la tua voce interiore, credi in te stessa, sii rilassata e divertiti.

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Autrice : Laurie Boucke (in lingua inglese, francese o olandese)
© copyright 2001-2007

Traduzione di Cristina Spada
Un vivo ringraziamento a Cristina Spada, collaboratrice dell'Istituto di Sociologia dell'UniveritB di Urbino, che ha effettuato la traduzione italiana del testo, e a Guido Maggioni, direttore dell'Istituto, per averne promossa la realizzazione