Imparare presto a usare il vasino:
Come neonati e bambini possono fare a meno del pannolino

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Avete mai pensato a come si faceva con la cacca e la pipì dei neonati prima che inventassero i pannolini? O come oggi li si abitua ad usare il vasino in posti dove i pannolini non esistono? C’è un crescente gruppo di mamme che sta mettendo in pratica IPT (Infant Potty Training , Educare i neonati ad usare il vasino) con i propri bambini, una pratica che rispecchia il modo in cui le mamme di tutto il mondo hanno da sempre affrontato il problema di "gestire" l' eliminazione di feci e urine dei propri figli.

Il metodo IPT riguarda sia neonati sia bambini che muovono i primi passi, affinche’ abbia successo la cosiddetta “educazione al vasino”. Il periodo migliore per iniziare va dalla nascita all’inizio della mobilità (primi sei mesi). E’ possibile anche iniziare con un bambino più grande, con alcuni accorgimenti che tengano conto di una maggiore autonomia nel movimento.

L’espressione Infant Potty Training nel suo complesso deve essere spiegata , dal momento che (a) un neonato non può sedere su un vasino potty e (b) il processo è più simile ad un lavoro di squadra (col vostro bambino) e ad un’ interconnessione che non ad un 'educazione o addirittura ad un addestramento, (training). In altre parole Infant Potty Training si caratterizza propriamente davvero per un atteggiamento comunicativo caratterizzato da simpatia, sensibilità, discostandosi quindi da ciò che comunemente va sotto il nome di “educazione”. Riguardo all’eliminazione, la vera chiave è quindi la comunicazione.

Forse la caratteristica peculiare di questo metodo è che i genitori iniziano a dialogare col loro bambino riguardo all’eliminazione ancora prima che questo sia in grado di sedersi. Invece di iniziare a pensare a come familiarizzare il bimbo al vasino quando inizia a muovere i primi passi, è opportuno che i genitori prendano in considerazione questo metodo ancora durante la gravidanza, o durante le prime settimane/ mesi dopo il parto.


Ho chiamato questo medodo “infant pottying” e “infant potty training”. Altre definizioni sono “elimination communication” o “EC” e “trickle treat” (il titolo del mio primo libro sull’argomento, ora fuori stampa). A questo indirizzo web troverai tutte le nozioni di base, e se vorrai saperne di più, questi sono i miei libri e DVD a riguardo:

  • Senza Pannolino: Come educare i neonati al vasino, fin dai primi mesi di vita,   che puoi trovare in www.aamterranuova.it
  • Infant Potty Training: A Gentle and Primeval Method Adapted to Modern Living (380 pagine), il libro più completo disponibile
  • Infant Potty Basics: With or Without Diapers, the Natural Way ( 110 pagine), una versione riassuntiva per famiglie che conducono una vita sobria
  • Potty Whispering: The Gentle Art of Infant Potty Training (2 DVD accompagnati da un libriccino)

 

 


La filosofia

I bambini sono effettivamente più svegli di quanto comunemente non crediamo! Un grande errore che facciamo è quello di presumere che un neonato non sia consapevole dei suoi bisogni di eliminazione. Dal momento infatti che vediamo un neonato piccolo, scoordinato, incapace di parlare e camminare, siamo portati a credere che egli non sia in grado di gestire i propri bisogni di eliminazione. Sembra così difficile, per un’occidentale, immaginare che un esserino così indifeso sotto tanti punti di vista sia consapevole dell’espulsione di feci ed urine: con questi preconcetti e limitati punti di vista non facciamo altro che insegnare ed incoraggiare i nostri bambini a non preoccuparsi affatto di fare i propri bisogni nei pannolini, anzi insegniamo loro ad usare il pannolino come se fosse un gabinetto.

Un bambino sano e normale è effettivamente consapevole delle proprie funzioni corporee di eliminazione, e può apprendere fin dall’infanzia a gestire tale bisogno. Mettendogli dei pannolini, possiamo condizionarlo ad un’esperienza traumatica e disorientante, abituandolo a farsi addosso i propri bisogni.

Il bambino fa del suo meglio per comunicarci tale consapevolezza, ma se non lo ascoltiamo, perderà l’incentivo a continuare e ad affinare tale comunicazione, e finirà per non stare attento alle sue funzioni di eliminazione. In questo modo verrà condizionato a credere che vogliamo che lui usi il pannolino come il posto più appropriato per fare i suoi bisogni.

Non solo l’educazione al vasino fin dall’infanzia è praticamente sconosciuta a molte persone, ma a qualcuno fa addirittura l’ impressione di una pratica sconveniente.  Con relativamente poche eccezioni, comunque, l’educazione al vasino è per definizione sconveniente indipendentemente da quando o come la si innizi. Se aspetti che il tuo bambino impari da solo a 2, 3, 4 anni o più, sarai soggetta/o ad anni di cambi, lavaggi e “lotte” con i pannolini.

I pannolini, specialmente quelli usa e getta, sono solo un modo transitorio per gestire la funzione corporea dell’eliminazione. Nello stesso modo in cui cerchiamo di tappare temporaneamente un tubo che perde, così cerchiamo di “tappare” il sistema di eliminazione del nostro bambino usando i pannolini, senza chiederci se, effettivamente, questo sia la soluzione più igienica per lui. Quanti genitori si preoccupano degli effetti dei pannolini nell’ambiente? Quanti sarebbero interessati a conoscere un’alternativa al loro uso a tempo pieno?

Chi può fare uso di questo metodo?

Genitori, futuri genitori, nonni, tate, e chiunque abbia la voglia di cimentarsi con amore e pazienza al successo dell’educazione al vasino, in modo gentile e divertente. Utilizziamo qui la parola “neonato” in modo operativo, per indicare un bambino che ancora non muove i primi passi: è in questi primi mesi di vita che colui che si prende cura del neonato inizia con lui quello che sarà un vero e proprio lavoro di squadra. Infant Potty Training può essere consigliato a:

  • un genitore che si prenda cura del bambino almeno per i primi 1 o 2 anni di vita
  • un genitore impegnato fuori casa per lavoro, che possa contare su uno o più affidabili aiutanti quali un membro della famiglia, un/a baby sitter, un amico.
  • un genitore che possa impegnarsi nell’educazione al vasino in alcuni momenti della giornata, in modo abbastanza regolare come per esempio nella maggior parte delle mattine o delle sera.


Di che cosa abbiamo bisogno?

Tempo, diligenza e pazienza. Se non puoi offrire queste qualità o organizzare l’assistenza di cui potresti avere bisogno, questo non è il metodo adatto per te e il tuo bambino. Ma se invece per te tutto ciò ha un senso, se fa suonare un campanellino dentro di te, avventurati! Provare non reca nessun danno, e se non funziona, puoi sempre ritornare all’uso dei pannolini a tempo pieno.

Quando cominciare?

Il periodo ideale per iniziare va dalla nascita all’inizio della mobilità (intorno ai sei mesi di vita). E’ infatti in questo periodo che c’è una certa sensibilità verso l’apprendimento, quando i bambini possono facilmente porre attenzione all’ EC.

Per i genitori che non possono iniziare durante l’infanzia del loro bambino, riporto sotto alcune informazioni per un inizio più tardivo.


Quanto tempo occorre?

Nella società occidentale l’età media di completamento nell’apprendimento all’uso del vasino è attorno ai due anni, sebbene i bambini presentino un controllo abbastanza buono sull’eliminazione MOLTI mesi prima del completamento.


E’ sicuro?

Certamente, nella misura in cui i genitori sono dotati di buon senso. I genitori devono essere rilassati e presentare un atteggiamento positivo quando interagiscono coi propri bambini. Si devono esercitare nella pazienza e nella gentilezza; prestare attenzione e rispondere per tempo, quando possibile, ai segnali del bambino; essere un adeguato e amorevole sostegno nel reggere il proprio neonato. Questo non è un metodo punitivo. Punizioni, collera e controllo NON ne fanno parte. Nota che questo metodo è un’altra cosa rispetto alla veloce educazione all’uso del vasino fatta nei primi mesi di vita, in voga nei paesi occidentali fino agli anni ’50.


Funziona veramente?

Sì, ma non senza qualche sforzo, dal momento che la buona riuscita non avviene da se stessa. Per completare Infant Potty Training è necessario che ci sia almeno un adulto seriamente coinvolto e motivato, e diversi mesi di pazienza e perseveranza. Proprio fin dall’inizio, ci si accorgerà come la pratica di questo metodo elargisca stimolanti e simpatiche ricompense, sia per il bambino sia per l’adulto che se ne prende cura. Mentre il bambino verrà incoraggiato e reso consapevole nella propria comunicazione verso il mondo esterno, i genitori rimarranno stupefatti del grado di consapevolezza del loro piccolo e si entusiasmeranno quando si accorgeranno che manderà segnali e risponderà facilmente e in modo del tutto naturale agli stimoli esterni.


E’ necessario che il mio bambino sia nudo?

Non necessariamente. Tra un’eliminazione e l’altra, molti genitori fanno indossare al bambino un pannolino, o delle mutandine, mentre altri preferiscono lasciarlo senza mutandine o completamente nudo per la maggior parte del tempo. E’, per dirla in breve, una questione di preferenza.


Una fantastica scoperta (la mia esperienza con IPT)

Con i miei primi due figli ho avuto un approccio convenzionale all’uso del vasino. Quando è nato il mio terzo figlio, sono rabbrividita al pensiero di un altro periodo di convenzionale educazione al vasino che avrebbe comportato ulteriori anni di pannolini. Ho iniziato quindi a cercare un metodo migliore per affrontare questo compito.

Una signora indiana, che trascorreva un periodo di tempo presso di noi, mi ha insegnato le basi per una tecnica alternativa. Quando le illustrai il modo in cui comunemente noi occidentali affrontiamo la questione dello “smaltimento dei rifiuti”, rimase inorridita. Ciò la indusse a spiegarmi come viene fatto “a casa sua”, secondo la sua cultura. Rimasi un po’ scettica quando mi disse che non serve fasciare un neonato a meno che non soffra di mal di stomaco, non abbia la febbre, o bagni il letto di notte. Effettivamente, le diverse volte che sono stata in India, avevo notato che le madri facevano fare i loro bisogni ai bimbi all’aperto, ma non ci avevo prestato molta attenzione. Come molti altri, anch’io commettevo l’errore di credere che questa tecnica non riguardasse il mondo occidentale.

Pregai la mia nuova amica di darmi ulteriori spiegazioni, e di insegnarmi come potessi fungere da supporto al mio bambino affinché facesse agevolmente i propri bisogni. E lei, tranquillamente e con molto piacere, me lo spiegò.


Rimasi affascinata a vedere come riusciva a comunicare col mio piccolino di appena 3 mesi, il quale, in qualche modo, istintivamente, sapeva cosa volesse da lui. Che fantastica scoperta assistere al reciproco coinvolgimento e alla loro immediata comprensione! Un’estranea e un bambino di appena tre mesi!

Ho quindi iniziato ad usare la tecnica illustratami dalla mia nuova amica, modificandola leggermente e adattandola ad uno stile di vita occidentale, ed ho scoperto come fosse di gran lunga migliore della convenzionale educazione al vasino con l’utilizzo di pannolini. Dal momento in cui ho iniziato questo processo col mio bambino, a tre mesi di vita, posso dire che di rado, giorno o notte che fosse stato, ha avuto bisogno che gli mettessi il pannolino. Già a 18 mesi, rimaneva asciutto per la maggior parte del giorno, e l’educazione all’uso del vasino poté considerarsi conclusa sotto tutti gli aspetti all’età di 25 mesi.

Prospettive ed origini

EC inizia con il contatto e può essere approcciato in modo razionale e scientifico così come intuitivo ed olistico, o in una combinazione dei due, a seconda di ciò che si ritiene migliore per sé e per il proprio bambino. L’approccio razionale implica il calcolo dei tempi, l’osservazione delle modalità di eliminazione e del linguaggio corporeo del bambino. Un aapproccio più olistico richiede intuizione e mettersi in sintonia col proprio bambino seguendo vie più sottili.

Ricorda che è un lavoro di squadra, qualcosa che si fa assieme, attraverso una stretta e intima comunicazione fondata sulla fiducia. Non è qualcosa che stai facendo al tuo bambino, né qualcosa che egli può fare senza di te. Se ne hai la volontà e ne sei capace, se il tuo bambino è in salute, allora è pronto a questo tipo di interazione.

Infant Potty Training si basa sulla tecnica di eliminazione di feci ed urine usata nella maggior parte dell’Asia e dell’Africa rurale sub-sahariana. Tale metodo può benissimo essere adottato allo stile di vita occidentale seguendo particolari accorgimenti, quali l’uso di una bacinella, di un vasino, la tazza del water o qualche altro contenitore, variazioni nelle posizioni di eliminazione, un uso periodico della tecnica, e, se lo si ritiene opportuno, un sporadico uso dei pannolini.


Riassumendo il metodo

1. Osservazione –Metti il tuo bambino, senza pannolino, in un luogo confortevole, caldo e sicuro, e osserva:

a). il tempo (a che intervalli di tempo fa i suoi bisogni dopo essersi svegliato o dopo aver mangiato)
b) il linguaggio corporeo ( per esempio se si contorce o fa delle smorfie durante l’eliminazione)
c) i suoni (per esempio se fa dei grugniti durante l’eliminazione)


Tale osservazione può anche essere fatta tenendo il bambino attaccato a sé con una fascia. Infatti, tenere il bambino in braccio è uno dei modi migliori per familiarizzarsi con i suoi tempi di eliminazione, dal momento che ci se ne accorge immediatamente. E’ particolarmente consigliabile quando fa freddo, o in locali senza un riscaldamento adeguato. Alcune madri hanno l’abitudine di tenere i loro bambini nudi nella fascia, pelle a pelle, tenendoli in questo modo ad una perfetta temperatura corporea. Se si preferisce, si può tenere, tra la fascia e il bambino, un pannolino di stoffa, dal momento che, naturalmente, non è indispensabile tenerlo nudo nella fascia. Ci si renderà subito conto quando farà i suoi bisogni, anche se sarà avvolto in un pannolino o in un pezzo di stoffa.


2. Anticipazione o intuizione

Anticipa il momento quando il tuo neonato ha bisogno di fare i suoi bisogni, facendo un suono che richiami l’acqua, come “sssss”. Oppure, in alternativa, se il tuo bambino inizia a fare pipì mentre lo stai osservando, fa subito il suono “sssss”. In pochi giorni, assocerà tale suono con l’eliminazione.


3. Eliminazione: quale posizione e quale luogo?

Quando pensi che il tuo neonato stia per fare i suoi bisogni, reggilo gentilmente e in modo sicuro in un posto a tua scelta, e dà un preciso e udibile segnale (quale “sssss” o qualsiasi altro suono/parola tu preferisca). Presto assocerà il suono, la posizione e il luogo con l’eliminazione. Si può usare qualsiasi recipiente si ritenga più comodo e conveniente, per esempio la vasca da bagno, una terrina, un catino,oppure si può stare all’aria aperta. Se il bambino è più grande, potrà sedere tra le tue gambe sulla tazza del water.


4. Comunicazione bambino-madre

D’ora in poi presta un’accurata attenzione ai tempi del tuo bambino e ai suoi segnali. Quando credi che stia per fare i suoi bisogni, reggilo e dagli il tuo segnale. Se è davvero il momento giusto, i neonati sono capaci di rilassare i muscoli appropriati nel ricevere i tuoi stimoli di incoraggiamento.


Come faccio a sapere quando il mio bambino deve fare i suoi bisogni?

Puoi sapere quando il tuo bambino deve fare i suoi bisogni attraverso uno o più dei seguenti indicatori:

  • il tempo (con l’utilizzo di un orologio)
  • segnali e indicazioni (incluso il linguaggio corporeo e le vocalizzazioni
  • modalità di eliminazione (in base all’assunzione di cibo, allo svegliarsi, etc.)
  • intuizione ed istinto


Per ottenere i migliori risultati, come vesto il mio bambino?

Due sono le principali considerazioni che entrano in gioco e che hanno bisogno di essere bilanciate.

  • Le circostanze individuali, quali il clima, lo stile di vita, lo stato di salute e la pressioni sociali.
  • Il fatto che meno sono gli strati di stoffa in cui è avvolto il bambino, più facile risulta per entrambi (a) la connessione e (b) la consapevolezza e la comunicazione riguardo l’eliminazione. E’ più facile recepire e rispondere al linguaggio corporeo e agli altri segnali di un bambino se questi è senza vestiti, col sederino nudo o comunque fisicamente facilmente accessibile. Anche tenere il bimbo nella fascia aiuta, dal momento che in questo modo siete entrambi più facilmente sincronizzati.

La situazione ideale (non sempre possibile o desiderabile) è che il bimbo rimanga nudo o col sederino scoperto. Se ciò non è possibile:

  • Cerca di ricoprire il tuo piccolo con meno strati possibile.
  • Usa vestiti che possono essere facilmente e velocemente rimossi (evita fibbie, bottoni, etc.)

Ci sono molti modi per vestire il tuo bambino in modo che sia sempre facilmente fisicamente accessibile. Sii creativa e cerca strategie adatte alla tua personale situazione e alle diverse fasi del suo sviluppo. Molte madri preferiscono cucire esse stesse i vestiti per i loro piccoli. E comunque, a parte l’uso dei pannolini come supporto, ecco alcuni altri suggerimenti:

  • Mutandine Poquito, vestiti adatti per neonati di qualsiasi misura
    http://wonderbabydesigns.com
  • Per neonati, pigiami a sacco con fasciatura nella parte inferiore.
  • Vestiti o magliette lunghe (la lunghezza ottimale varia a seconda della mobilità del bambino).
  • Mutandine o pantaloncini elasticizzati (tessuti di spugna, di cotone o di lana) a vita elastica.
  • Vestiti per bambini secondo il modello cinese a cavallo aperto, disponibili a MamaRoo e Mummys Milk

Benefici dall’Infant Potty Training

I tre grandi vincitori dall’utilizzo di questo metodo sono il bambino/a, il/i genitore/i, l’ambiente. Di seguito, una lista più completa dei benefici dell’Infant Potty Training:

  • Rafforzamento del legame affettivo attraverso la vicinanza fisica, la naturale comunicazione un'amorevole empatia.
  • Risposta alla naturale comunicazione e ai tempi di eliminazione del neonato.
  • Azione proprio nella fase della prima apertura del bambino verso l’apprendimento alla gestione dell’eliminazione (periodo sensitivo).
  • Aiuto all’ambiente, preservando alberi, acqua, diminuendo l’uso di petrolio e riducendo l’inquinamento.
  • Eliminazione o drastica riduzione dell’uso di pannolini.
  • I bambini hanno la possibilità di raggiungere un considerevole controllo entro i 12-18 mesi.
  • Completamento dell’educazione al vasino relativamente presto (attorno ai 24 mesi).
  • I bambini vengono liberati dai pannolini e da tutte gli aspetti negativi a loro associati (ingombro tra le gambe, sostanze chimiche, ecc.)
  • Ostacolo all’ insorgere dell’enuresi (bagnare il letto).
  • Prevenzione dell’eruzione cutanea dovuta all’uso di pannolini.
  • Rispetto igienico per il bambino.
  • Eliminazione di "ingombri" quando sarà in grado di muovere i primi passi.
  • Il padre o altre persone vicine e di fiducia possono creare col bambino un legame affettivo e comunicativo.
  • Riduzione delle spese per i pannolini e di lavanderia.
  • I bambini rimangono a contatto col loro corpo.
  • Riduce il rischio di infezioni all’apparato urinario


Cosa ne pensano gli esperti?

Sebbene Infant Potty Training non sia ben conosciuto nel mondo occiddentale, sta ricevendo sostegno e supporto da un crescente numero di medici e pediatri. Molti di questi, viaggiando all’estero, hanno assistito di prima persona a tale pratica, oppure sono essi stessi immigranti (o loro coniugi) che sono cresciuti in culture dove tale metodo appartiene al senso comune. Inoltre, molti esperti medici, lo hanno messo in pratica coi loro figli.


Come riguardo a tante altre cose nella vita, molte sono le teorie e le opinioni che sono state avanzate nel corso degli anni, sul quando iniziare la pratica al vasino. Fino agli anni ’50, la maggior parte delle famiglie occidentali ha iniziato abbastanza presto, tra i 3 e i 10 mesi, ed ha completato l’educazione altrettanto presto. Poi sono arrivate le industrie dei pannolini, stili di vita più frenetici, e anche una nuova teoria secondo la quale è meglio ritardare e lasciare che il bambino impari da sé una volta pronto.


Stiamo assistendo ora ad un nuovo cambiamento di tendenza, dal momento che le ultime ricerche fatte in Europa, concludono che spesso è auspicabile iniziare prima piuttosto che rimandare. A dispetto di varie e discordanti opinioni e teorie di medici e psicologi occidentali l’apprendimento all’eliminazione in età infantile è stato il principale metodo usato da miliardi di bambini felici e socialmente ben adattati in molte società per centinaia di anni. Nessuno può negare tale fatto.


E se i bambini hanno 6 mesi o più – è troppo tardi?

Molti genitori hanno iniziato quando i loro piccoli avevano 6, 9, anche 12 mesi: ce l’hanno fatta molto bene, con qualche accorgimento. Di solito è più difficile iniziare con un bambino che già cammina, che è stato abituato a fare i propri bisogni in un pannolino di stoffa oppure usa e getta e che non è allenato ad associare la sensazione di bagnato col bisogno di eliminazione. Comunque dipende soprattutto da quanto ne siete convinti. Se questo metodo suscita in te entusiasmo, se lo senti appropriato a te e a tuo figlio, e se il tuo bambino, in salute, lo accetta, vale certamente la pena ed è auspicabile provare! Nella misura in cui non ci sono gravi preoccupazioni nella vita e nella salute familiare, sei chiamata ad essere aperta e ricettiva per quanto riguarda ciò che il tuo piccolo ti vuole comunicare riguardo all’eliminazione.


Un altro fattore da tenere in considerazione è che non esiste un’ età limite fissa dopo la quale i bambini perdono la loro connessione con le funzioni di eliminazione: ogni bambino è unico e si sviluppa secondo il modo che gli è proprio. Alcuni genitori sono venuti a conoscenza di IPT o hanno iniziato altri metodi di insegnamento alla gestione dell’eliminazione quando i loro bambini avevano dai 6 ai 18 mesi, 2 anni, o erano anche più grandi: essi sono stati piacevolmente sorpresi di accorgersi che i loro piccoli, a queste età, erano pronti, ricettivi e comunicativi. Sembra quindi, in breve, che la porta dell’apprendimento resti aperta, o accessibile, anche per bambini più grandi. Non importa che età ha il tuo bambino quando vieni a conoscenza di IPT: di solito raccomando ai genitori di provare questo metodo gentile e amorevole, almeno per qualche settimana, e poi decidere se si vuole o meno continuare.


Clicca qui per leggere dei miei articoli più dettagliati e dei piccoli suggerimenti per relazionarsi, a questo proposito, con bambini che hanno più di 6 mesi d’età:
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Mi chiamo Laurie Boucke e mi puoi mandare un messaggio di posta elettronica al seguente indirizzo: (sarebbe opportuno che gli e-mails mi pervenissero in lingua inglese, francese o olandese.)


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Traduzione di Cristina Spada
Un vivo ringraziamento a Cristina Spada, collaboratrice dell'Istituto di Sociologia dell'Università di Urbino, che ha effettuato la traduzione italiana del testo, e a Guido Maggioni, direttore dell'Istituto, per averne promossa la realizzazione

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