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Imparare
presto a usare il vasino:
Come neonati e bambini possono fare a meno del pannolino
© copyright 2000-2008
Avete mai pensato a come si faceva con la cacca e la pipì dei
neonati prima che inventassero i pannolini? O come oggi li si abitua
ad usare il vasino in posti dove i pannolini non esistono? C’è un
crescente gruppo di mamme che sta mettendo in pratica IPT (Infant Potty
Training , Educare i neonati ad usare il vasino) con i propri bambini,
una pratica che rispecchia il modo in cui le mamme di tutto il mondo
hanno da sempre affrontato il problema di "gestire" l' eliminazione
di feci e urine dei propri figli.
Il metodo IPT riguarda sia neonati sia bambini che muovono i primi passi,
affinche’ abbia successo la cosiddetta “educazione al vasino”.
Il periodo migliore per iniziare va dalla nascita all’inizio della
mobilità (primi sei mesi). E’ possibile anche iniziare con
un bambino più grande, con alcuni accorgimenti che tengano conto
di una maggiore autonomia nel movimento.
L’espressione Infant Potty Training nel suo complesso deve essere
spiegata , dal momento che (a) un neonato non può sedere su
un vasino potty e (b) il processo è più simile ad un
lavoro di squadra (col vostro bambino) e ad un’ interconnessione
che non ad un 'educazione o addirittura ad un addestramento, (training).
In altre parole Infant Potty Training si caratterizza propriamente
davvero per un atteggiamento comunicativo caratterizzato da simpatia,
sensibilità, discostandosi quindi da ciò che comunemente
va sotto il nome di “educazione”. Riguardo all’eliminazione,
la vera chiave è quindi la comunicazione.
Forse la caratteristica peculiare di questo metodo è che i genitori
iniziano a dialogare col loro bambino riguardo all’eliminazione
ancora prima che questo sia in grado di sedersi. Invece di iniziare
a pensare a come familiarizzare il bimbo al vasino quando inizia a
muovere i primi passi, è opportuno che i genitori prendano in
considerazione questo metodo ancora durante la gravidanza, o durante
le prime settimane/ mesi dopo il parto.
Ho chiamato questo medodo “infant pottying” e “infant
potty training”. Altre definizioni sono “elimination communication” o “EC” e “trickle
treat” (il titolo del mio primo libro sull’argomento, ora
fuori stampa). A questo indirizzo web troverai tutte le nozioni di base,
e se vorrai saperne di più, questi sono i miei libri e DVD a riguardo:
- Senza Pannolino: Come educare i neonati al vasino, fin dai primi
mesi di vita, che puoi trovare in www.aamterranuova.it
- Infant Potty Training: A Gentle and Primeval Method Adapted to Modern
Living (380 pagine), il libro più completo disponibile
- Infant Potty Basics: With or Without Diapers, the Natural Way ( 110
pagine), una versione riassuntiva per famiglie che conducono una vita
sobria
- Potty Whispering: The Gentle Art of Infant Potty Training (2 DVD
accompagnati da un libriccino)
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La filosofia
I bambini sono effettivamente più svegli di quanto comunemente
non crediamo! Un grande errore che facciamo è quello di presumere
che un neonato non sia consapevole dei suoi bisogni di eliminazione.
Dal momento infatti che vediamo un neonato piccolo, scoordinato, incapace
di parlare e camminare, siamo portati a credere che egli non sia in grado
di gestire i propri bisogni di eliminazione. Sembra così difficile,
per un’occidentale, immaginare che un esserino così indifeso
sotto tanti punti di vista sia consapevole dell’espulsione di feci
ed urine: con questi preconcetti e limitati punti di vista non facciamo
altro che insegnare ed incoraggiare i nostri bambini a non preoccuparsi
affatto di fare i propri bisogni nei pannolini, anzi insegniamo loro
ad usare il pannolino come se fosse un gabinetto.
Un bambino sano e normale è effettivamente consapevole delle proprie
funzioni corporee di eliminazione, e può apprendere fin dall’infanzia
a gestire tale bisogno. Mettendogli dei pannolini, possiamo condizionarlo
ad un’esperienza traumatica e disorientante, abituandolo a farsi
addosso i propri bisogni.
Il bambino fa del suo meglio per comunicarci tale consapevolezza, ma
se non lo ascoltiamo, perderà l’incentivo a continuare e
ad affinare tale comunicazione, e finirà per non stare attento
alle sue funzioni di eliminazione. In questo modo verrà condizionato
a credere che vogliamo che lui usi il pannolino come il posto più appropriato
per fare i suoi bisogni.
Non solo l’educazione al vasino fin dall’infanzia è praticamente
sconosciuta a molte persone, ma a qualcuno fa addirittura l’ impressione
di una pratica sconveniente. Con relativamente poche eccezioni,
comunque, l’educazione al vasino è per definizione sconveniente
indipendentemente da quando o come la si innizi. Se aspetti che il tuo
bambino impari da solo a 2, 3, 4 anni o più, sarai soggetta/o
ad anni di cambi, lavaggi e “lotte” con i pannolini.
I pannolini, specialmente quelli usa e getta, sono solo un modo transitorio
per gestire la funzione corporea dell’eliminazione. Nello stesso
modo in cui cerchiamo di tappare temporaneamente un tubo che perde,
così cerchiamo di “tappare” il sistema di eliminazione
del nostro bambino usando i pannolini, senza chiederci se, effettivamente,
questo sia la soluzione più igienica per lui. Quanti genitori
si preoccupano degli effetti dei pannolini nell’ambiente? Quanti
sarebbero interessati a conoscere un’alternativa al loro uso
a tempo pieno?
Chi può fare uso di questo metodo?
Genitori, futuri genitori, nonni, tate, e chiunque abbia la
voglia di cimentarsi con amore e pazienza al successo dell’educazione
al vasino, in modo gentile e divertente. Utilizziamo
qui la parola “neonato” in modo operativo, per indicare
un bambino che ancora non muove i primi passi: è in questi primi
mesi di vita che colui che si prende cura del neonato inizia con lui
quello che sarà un vero e proprio lavoro di squadra. Infant
Potty Training può essere consigliato a:
- un genitore che si prenda
cura del bambino almeno per i primi 1 o 2 anni di vita
- un genitore impegnato
fuori casa per lavoro, che possa contare su uno o più affidabili
aiutanti quali un membro della famiglia, un/a baby sitter, un amico.
- un genitore che possa impegnarsi nell’educazione al vasino
in alcuni momenti della giornata, in modo abbastanza regolare come
per esempio nella maggior parte delle mattine o delle sera.
Di che cosa abbiamo bisogno?
Tempo, diligenza e pazienza. Se non puoi offrire queste qualità o
organizzare l’assistenza di cui potresti avere bisogno, questo
non è il metodo adatto per te e il tuo bambino. Ma se invece per
te tutto ciò ha un senso, se fa suonare un campanellino dentro
di te, avventurati! Provare non reca nessun danno, e se non funziona,
puoi sempre ritornare all’uso dei pannolini a tempo pieno.
Quando cominciare?
Il periodo ideale per iniziare va dalla nascita all’inizio della
mobilità (intorno ai sei mesi di vita). E’ infatti in questo
periodo che c’è una certa sensibilità verso l’apprendimento,
quando i bambini possono facilmente porre attenzione all’ EC.
Per i genitori che non possono iniziare durante l’infanzia del
loro bambino, riporto sotto alcune informazioni per un inizio più tardivo.
Quanto tempo occorre?
Nella società occidentale l’età media di completamento
nell’apprendimento all’uso del vasino è attorno ai
due anni, sebbene i bambini presentino un controllo abbastanza buono
sull’eliminazione MOLTI mesi prima del completamento.
E’ sicuro?
Certamente, nella misura in cui i genitori sono dotati di buon senso.
I genitori devono essere rilassati e presentare un atteggiamento positivo
quando interagiscono coi propri bambini. Si devono esercitare nella pazienza
e nella gentilezza; prestare attenzione e rispondere per tempo, quando
possibile, ai segnali del bambino; essere un adeguato e amorevole sostegno
nel reggere il proprio neonato. Questo non è un metodo punitivo.
Punizioni, collera e controllo NON ne fanno parte. Nota che questo metodo è un’altra
cosa rispetto alla veloce educazione all’uso del vasino fatta nei
primi mesi di vita, in voga nei paesi occidentali fino agli anni ’50.
Funziona veramente?
Sì, ma non senza qualche sforzo, dal momento che la buona riuscita
non avviene da se stessa. Per completare Infant Potty Training è necessario
che ci sia almeno un adulto seriamente coinvolto e motivato, e diversi
mesi di pazienza e perseveranza. Proprio fin dall’inizio, ci si
accorgerà come la pratica di questo metodo elargisca stimolanti
e simpatiche ricompense, sia per il bambino sia per l’adulto che
se ne prende cura. Mentre il bambino verrà incoraggiato e reso
consapevole nella propria comunicazione verso il mondo esterno, i genitori
rimarranno stupefatti del grado di consapevolezza del loro piccolo e
si entusiasmeranno quando si accorgeranno che manderà segnali
e risponderà facilmente e in modo del tutto naturale agli stimoli
esterni.
E’ necessario che il mio bambino sia
nudo?
Non necessariamente. Tra un’eliminazione e l’altra, molti
genitori fanno indossare al bambino un pannolino, o delle mutandine,
mentre altri preferiscono lasciarlo senza mutandine o completamente nudo
per la maggior parte del tempo. E’, per dirla in breve, una questione
di preferenza.
Una fantastica scoperta (la mia esperienza
con IPT)
Con i miei primi due figli ho avuto un approccio convenzionale all’uso
del vasino. Quando è nato il mio terzo figlio, sono rabbrividita
al pensiero di un altro periodo di convenzionale educazione al vasino
che avrebbe comportato ulteriori anni di pannolini. Ho iniziato quindi
a cercare un metodo migliore per affrontare questo compito.
Una signora indiana, che trascorreva un periodo di tempo presso di noi,
mi ha insegnato le basi per una tecnica alternativa. Quando le illustrai
il modo in cui comunemente noi occidentali affrontiamo la questione dello “smaltimento
dei rifiuti”, rimase inorridita. Ciò la indusse a spiegarmi
come viene fatto “a casa sua”, secondo la sua cultura. Rimasi
un po’ scettica quando mi disse che non serve fasciare un neonato
a meno che non soffra di mal di stomaco, non abbia la febbre, o bagni
il letto di notte. Effettivamente, le diverse volte che sono stata in
India, avevo notato che le madri facevano fare i loro bisogni ai bimbi
all’aperto, ma non ci avevo prestato molta attenzione. Come molti
altri, anch’io commettevo l’errore di credere che questa
tecnica non riguardasse il mondo occidentale.
Pregai la mia nuova amica di darmi ulteriori spiegazioni, e di insegnarmi
come potessi fungere da supporto al mio bambino affinché facesse
agevolmente i propri bisogni. E lei, tranquillamente e con molto piacere,
me lo spiegò.

Rimasi affascinata a vedere come riusciva a comunicare col mio piccolino
di appena 3 mesi, il quale, in qualche modo, istintivamente, sapeva
cosa volesse da lui. Che fantastica scoperta assistere al reciproco
coinvolgimento e alla loro immediata comprensione! Un’estranea
e un bambino di appena tre mesi!
Ho quindi iniziato ad usare la tecnica illustratami dalla mia nuova amica,
modificandola leggermente e adattandola ad uno stile di vita occidentale,
ed ho scoperto come fosse di gran lunga migliore della convenzionale
educazione al vasino con l’utilizzo di pannolini. Dal momento in
cui ho iniziato questo processo col mio bambino, a tre mesi di vita,
posso dire che di rado, giorno o notte che fosse stato, ha avuto bisogno
che gli mettessi il pannolino. Già a 18 mesi, rimaneva asciutto
per la maggior parte del giorno, e l’educazione all’uso del
vasino poté considerarsi conclusa sotto tutti gli aspetti all’età di
25 mesi.
Prospettive ed origini
EC inizia con il contatto e può essere approcciato in modo razionale
e scientifico così come intuitivo ed olistico, o in una combinazione
dei due, a seconda di ciò che si ritiene migliore per sé e
per il proprio bambino. L’approccio
razionale implica il calcolo dei tempi, l’osservazione delle modalità di
eliminazione e del linguaggio corporeo del bambino. Un aapproccio più olistico
richiede intuizione e mettersi in sintonia col proprio bambino seguendo
vie più sottili.
Ricorda che è un lavoro di squadra, qualcosa che si fa assieme,
attraverso una stretta e intima comunicazione fondata sulla fiducia.
Non è qualcosa che stai facendo al tuo bambino, né qualcosa
che egli può fare senza di te. Se ne hai la volontà e
ne sei capace, se il tuo bambino è in salute, allora è pronto
a questo tipo di interazione.
Infant Potty Training si basa sulla tecnica di eliminazione
di feci ed urine usata nella maggior parte dell’Asia e dell’Africa
rurale sub-sahariana. Tale metodo può benissimo essere adottato
allo stile di vita occidentale seguendo particolari accorgimenti, quali
l’uso di una bacinella, di un vasino, la tazza del water o qualche
altro contenitore, variazioni nelle posizioni di eliminazione, un uso
periodico della tecnica, e, se lo si ritiene opportuno, un sporadico
uso dei pannolini.
Riassumendo il metodo
1. Osservazione –Metti il tuo bambino, senza pannolino, in un luogo
confortevole, caldo e sicuro, e osserva:
a). il tempo
(a che intervalli di tempo fa i suoi bisogni dopo essersi svegliato
o dopo aver mangiato)
b) il linguaggio corporeo ( per esempio se si contorce o fa delle smorfie
durante l’eliminazione)
c) i suoni (per esempio se fa dei grugniti durante l’eliminazione)
Tale osservazione può anche essere fatta tenendo il bambino attaccato
a sé con una fascia. Infatti, tenere il bambino in braccio è uno
dei modi migliori per familiarizzarsi con i suoi tempi di eliminazione,
dal momento che ci se ne accorge immediatamente. E’ particolarmente
consigliabile quando fa freddo, o in locali senza un riscaldamento adeguato.
Alcune madri hanno l’abitudine di tenere i loro bambini nudi nella
fascia, pelle a pelle, tenendoli in questo modo ad una perfetta temperatura
corporea. Se si preferisce, si può tenere, tra la fascia e il
bambino, un pannolino di stoffa, dal momento che, naturalmente, non è indispensabile
tenerlo nudo nella fascia. Ci si renderà subito conto quando farà i
suoi bisogni, anche se sarà avvolto in un pannolino o in un pezzo
di stoffa.
2. Anticipazione o intuizione
Anticipa il momento quando il tuo neonato ha bisogno di fare i suoi bisogni,
facendo un suono che richiami l’acqua, come “sssss”.
Oppure, in alternativa, se il tuo bambino inizia a fare pipì mentre
lo stai osservando, fa subito il suono “sssss”. In pochi
giorni, assocerà tale suono con l’eliminazione.
3. Eliminazione: quale posizione e quale luogo?
Quando pensi che il tuo neonato stia per fare i suoi bisogni, reggilo
gentilmente e in modo sicuro in un posto a tua scelta, e dà un
preciso e udibile segnale (quale “sssss” o qualsiasi altro
suono/parola tu preferisca). Presto assocerà il suono, la posizione
e il luogo con l’eliminazione. Si può usare qualsiasi recipiente
si ritenga più comodo e conveniente, per esempio la vasca da bagno,
una terrina, un catino,oppure si può stare all’aria aperta.
Se il bambino è più grande, potrà sedere tra le
tue gambe sulla tazza del water.
4. Comunicazione bambino-madre
D’ora in poi presta un’accurata attenzione ai tempi del tuo
bambino e ai suoi segnali. Quando credi che stia per fare i suoi bisogni,
reggilo e dagli il tuo segnale. Se è davvero il momento giusto,
i neonati sono capaci di rilassare i muscoli appropriati nel ricevere
i tuoi stimoli di incoraggiamento.
Come faccio a sapere quando il mio bambino
deve fare i suoi bisogni?
Puoi sapere quando il tuo bambino deve fare i suoi bisogni attraverso
uno o più dei seguenti indicatori:
- il tempo (con l’utilizzo
di un orologio)
- segnali e indicazioni
(incluso il linguaggio corporeo e le vocalizzazioni
- modalità di eliminazione
(in base all’assunzione di cibo, allo svegliarsi, etc.)
- intuizione ed istinto
Per ottenere i migliori risultati, come vesto
il mio bambino?
Due sono le principali considerazioni che entrano in gioco e che hanno
bisogno di essere bilanciate.
- Le circostanze individuali,
quali il clima, lo stile di vita, lo stato di salute e la pressioni
sociali.
- Il fatto che meno sono
gli strati di stoffa in cui è avvolto il bambino, più facile
risulta per entrambi (a) la connessione e (b) la consapevolezza e
la comunicazione riguardo l’eliminazione. E’ più facile
recepire e rispondere al linguaggio corporeo e agli altri segnali
di un bambino se questi è senza vestiti, col sederino nudo
o comunque fisicamente facilmente accessibile. Anche tenere il bimbo
nella fascia aiuta, dal momento che in questo modo siete entrambi
più facilmente sincronizzati.
La situazione ideale (non
sempre possibile o desiderabile) è che il bimbo rimanga nudo
o col sederino scoperto. Se ciò non è possibile:
- Cerca di ricoprire il
tuo piccolo con meno strati possibile.
- Usa vestiti che possono
essere facilmente e velocemente rimossi (evita fibbie, bottoni, etc.)
Ci sono molti modi per vestire
il tuo bambino in modo che sia sempre facilmente fisicamente accessibile.
Sii creativa e cerca strategie adatte alla tua personale situazione
e alle diverse fasi del suo sviluppo. Molte madri preferiscono cucire
esse stesse i vestiti per i loro piccoli. E comunque, a parte l’uso
dei pannolini come supporto, ecco alcuni altri suggerimenti:
- Mutandine Poquito, vestiti
adatti per neonati di qualsiasi misura
http://wonderbabydesigns.com
- Per neonati, pigiami a
sacco con fasciatura nella parte inferiore.
- Vestiti o magliette lunghe
(la lunghezza ottimale varia a seconda della mobilità del
bambino).
- Mutandine o pantaloncini
elasticizzati (tessuti di spugna, di cotone o di lana) a vita elastica.
- Vestiti per bambini secondo
il modello cinese a cavallo aperto, disponibili a MamaRoo e Mummys
Milk
Benefici
dall’Infant Potty Training
I tre grandi vincitori dall’utilizzo di questo metodo sono il
bambino/a, il/i genitore/i, l’ambiente. Di seguito, una lista
più completa dei benefici dell’Infant Potty Training:
- Rafforzamento del legame
affettivo attraverso la vicinanza fisica, la naturale comunicazione
un'amorevole empatia.
- Risposta alla naturale
comunicazione e ai tempi di eliminazione del neonato.
- Azione proprio nella fase
della prima apertura del bambino verso l’apprendimento alla
gestione dell’eliminazione (periodo sensitivo).
- Aiuto all’ambiente,
preservando alberi, acqua, diminuendo l’uso di petrolio e riducendo
l’inquinamento.
- Eliminazione o drastica
riduzione dell’uso di pannolini.
- I bambini hanno la possibilità di
raggiungere un considerevole controllo entro i 12-18 mesi.
- Completamento dell’educazione
al vasino relativamente presto (attorno ai 24 mesi).
- I bambini vengono liberati
dai pannolini e da tutte gli aspetti negativi a loro associati (ingombro
tra le gambe, sostanze chimiche, ecc.)
- Ostacolo all’ insorgere
dell’enuresi (bagnare il letto).
- Prevenzione dell’eruzione
cutanea dovuta all’uso di pannolini.
- Rispetto igienico per
il bambino.
- Eliminazione di "ingombri" quando
sarà in grado di muovere i primi passi.
- Il padre o altre persone
vicine e di fiducia possono creare col bambino un legame affettivo
e comunicativo.
- Riduzione delle spese
per i pannolini e di lavanderia.
- I bambini rimangono a
contatto col loro corpo.
- Riduce il rischio di infezioni
all’apparato urinario
Cosa ne pensano gli esperti?
Sebbene Infant Potty Training non sia ben conosciuto nel mondo occiddentale,
sta ricevendo sostegno e supporto da un crescente numero di medici e
pediatri. Molti di questi, viaggiando all’estero, hanno assistito
di prima persona a tale pratica, oppure sono essi stessi immigranti (o
loro coniugi) che sono cresciuti in culture dove tale metodo appartiene
al senso comune. Inoltre, molti esperti medici, lo hanno messo in pratica
coi loro figli.
Come riguardo a tante altre cose nella vita, molte sono le teorie e le
opinioni che sono state avanzate nel corso degli anni, sul quando
iniziare la pratica al vasino. Fino agli anni ’50, la maggior
parte delle famiglie occidentali ha iniziato abbastanza presto, tra
i 3 e i 10 mesi, ed ha completato l’educazione altrettanto
presto. Poi sono arrivate le industrie dei pannolini, stili di vita
più frenetici, e anche una nuova teoria secondo la quale è meglio
ritardare e lasciare che il bambino impari da sé una volta
pronto.
Stiamo assistendo ora ad un nuovo cambiamento di tendenza, dal momento
che le ultime ricerche fatte in Europa, concludono che spesso è auspicabile
iniziare prima piuttosto che rimandare. A dispetto di varie e discordanti
opinioni e teorie di medici e psicologi occidentali l’apprendimento
all’eliminazione in età infantile è stato il
principale metodo usato da miliardi di bambini felici e socialmente
ben adattati in molte società per centinaia di anni. Nessuno
può negare tale fatto.
E se i bambini hanno 6 mesi o più – è troppo
tardi?
Molti genitori hanno iniziato quando i loro piccoli avevano 6, 9, anche
12 mesi: ce l’hanno fatta molto bene, con qualche accorgimento.
Di solito è più difficile iniziare con un bambino che già cammina,
che è stato abituato a fare i propri bisogni in un pannolino di
stoffa oppure usa e getta e che non è allenato ad associare la
sensazione di bagnato col bisogno di eliminazione. Comunque dipende soprattutto
da quanto ne siete convinti. Se questo metodo suscita in te entusiasmo,
se lo senti appropriato a te e a tuo figlio, e se il tuo bambino, in
salute, lo accetta, vale certamente la pena ed è auspicabile provare!
Nella misura in cui non ci sono gravi preoccupazioni nella vita e nella
salute familiare, sei chiamata ad essere aperta e ricettiva per quanto
riguarda ciò che il tuo piccolo ti vuole comunicare riguardo all’eliminazione.
Un altro fattore da tenere in considerazione è che non esiste
un’ età limite fissa dopo la quale i bambini perdono la
loro connessione con le funzioni di eliminazione: ogni bambino è unico
e si sviluppa secondo il modo che gli è proprio. Alcuni genitori
sono venuti a conoscenza di IPT o hanno iniziato altri metodi di insegnamento
alla gestione dell’eliminazione quando i loro bambini avevano dai
6 ai 18 mesi, 2 anni, o erano anche più grandi: essi sono stati
piacevolmente sorpresi di accorgersi che i loro piccoli, a queste età,
erano pronti, ricettivi e comunicativi. Sembra quindi, in breve, che
la porta dell’apprendimento resti aperta, o accessibile, anche
per bambini più grandi. Non importa che età ha il tuo bambino
quando vieni a conoscenza di IPT: di solito raccomando ai genitori di
provare questo metodo gentile e amorevole, almeno per qualche settimana,
e poi decidere se si vuole o meno continuare.
Clicca qui per leggere dei miei articoli più dettagliati e dei
piccoli suggerimenti per relazionarsi, a questo proposito, con bambini
che hanno più di 6 mesi d’età:
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Whispering”
Traduzione di Cristina Spada
Un vivo ringraziamento a Cristina Spada, collaboratrice dell'Istituto
di Sociologia dell'Università di Urbino, che ha effettuato la
traduzione italiana del testo, e a Guido Maggioni, direttore dell'Istituto,
per averne promossa la realizzazione
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